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A Lucca il salotto è in piazza

Discreta ed elegante, protetta dalle mura che l’hanno conservata intatta, Lucca sembra non curarsi dello scorrere del tempo.

Tra le sue belle piazze aleggia un’atmosfera un po’ distaccata e altera, che richiama un passato lontano. I lucchesi, dal canto loro, non lasciano che i ritmi e le abitudini cittadini vengano stravolti: preferiscono girare a piedi o in bicicletta, lasciando l’auto per gli spostamenti fuori porta. Mantengono anche l’abitudine di trovarsi per strada a chiacchierare o di darsi appuntamento ai caffè per la canonica pausa di metà mattina, quando si prende un espresso accompagnato da un "pezzo" dolce o salato, una pasta o una focaccina farcita.

Dai bastioni a piazza San Martino

La visita della città non può che iniziare con una passeggiata sugli spalti, da cui si gode una vista indimenticabile su ogni palazzo, chiesa ed edificio di Lucca, nonché sul verde segreto dei giardini. La prima cinta muraria risale all’epoca romana, mentre quella attuale di mattoni rossi venne costruita nel Seicento. Si deve invece ai Borboni se i baluardi furono trasformati in pubblico passeggio e circondati da grandi piante che ancora oggi li abbelliscono.
Addentrandosi verso il centro, imboccata via Vittorio Veneto, si incontra l’imponente piazza Napoleone, che i lucchesi però chiamano piazza Grande. Qui sorge l’anticoPalazzo Pubblico, che prese il posto della fortezza di Castruccio Castracane. La veste attuale dell’edificio, che ospita la sede della Provincia, si deve agli interventi voluti da Elisa Baiocchi Bonaparte, sorella di Napoleone, granduchessa di Toscana dal 1809 al 1814. Fu lei a far costruire la grande piazza che doveva accogliere un monumento a Napoleone, mai ultimato, abbattendo chiese ed edifici precedenti. Adiacente a piazza Grande, c’è la piazza del Giglio, con l’omonimo teatro neoclassico, così chiamato dallo stemma della casata dei Borboni che campeggia sulla facciata. Accanto ad essa, la piazza intitolata a San Giovanni, alle cui spalle si apre piazza del Duomo. Qui, affiancata da un bel campanile e da eleganti palazzi medievali, appare la chiesa di San Martino, tutta ornata di marmi e loggette. Vale la pena di visitare anche all’interno per ammirare la tomba di Ilaria del Carretto, scolpita da Jacopo della Quercia, uno dei massimi esempi di scultura gotica italiana. Proprio accanto al Duomo, piazza Antelminelli, diventa ogni terzo week-end del mese palcoscenico di un importante e ormai storico appuntamento: il mercato antiquario. Le centinaia di bancarelle sparse sulla piazza e lungo le vie circostanti, espongono argenti, suppellettili, gioielli e mobili d’epoca. Un’occasione perfetta per gli appassionati, per fare ottimi affari.

Chiese e vecchie botteghe

Da piazza del Duomo, seguendo l’itinerario più classico, ci si incammina verso la centralissima e suggestiva piazza San Michele. Per arrivarci si percorre via Beccheria, dove è possibile fare una sosta, per uno spuntino veloce, alla Pasticceria Pinelli. Chi preferisce invece un pranzo completo, poco più avanti in via Pescheria, può optare per l’Antica Locanda dell’Angelo, un ristorante allestito nei locali di un ex convento che prepara le ricette più classiche della cucina lucchese.
Nel pomeriggio si può così proseguire con la visita di piazza San Michele: coronata da bei palazzotti medievali ornati di polifere e dal rinascimentale Palazzo Pretorio, racchiude al centro la maestosa chiesa bianca dominata dall’altissima statua dell’arcangelo Michele, edificata su un antico foro romano fra l’XI e il XIV secolo. La zona circostante è tutta un susseguirsi di antiche botteghe e negozietti eleganti.Taddeucci, ad esempio, la pasticceria più antica di Lucca, di proprietà della famiglia dagli inizi dell’Ottocento, prepara gustose crostate farcite con un impasto di bietole, pinoli e uvette e il classico buccellato, un pane dolce tipico della tradizione cittadina, a base di farina, zibibbo e anice. La ricerca dei prodotti tipici prosegue due negozi più in là alla Vineria Marsili, che vende i migliori rossi della lucchesia, oltre a diversi oli extra vergine di oliva, alla biadina, un liquore fatto con gli avanzi di diversi amari, e l’elisir di China, un digestivo preparato secondo un’antica ricetta medica.
Tornati sulla piazza, si imbocca via Santa Lucia, dove, tra vetrine di gioiellieri e negozi di abbigliamento, ancora sopravvive un antico negozio di sementi e granaglie, laBottega di Prospero, una rivendita centenaria in cui si trovano cereali e legumi per zuppe, a partire dal celebre farro, accompagnate dai preziosi suggerimenti del proprietario per una buona riuscita dei piatti.

Lucca di sera

Per la cena Lucca offre molte valide alternative, soprattutto se si desidera assaggiare la minestra più nota della lucchesia, quella di farro, la cui ricetta risale addirittura all’epoca romana. Tra le altre zuppe classiche, la ribollita, una minestra di cavolo nero e pane che i contadini erano soliti consumare per più giorni consecutivi facendola appunto ribollire, la frantoiana, un minestrone con i fagioli, e la pappa con il pomodoro, fatta con il pane avanzato e il sugo di pomodoro.
Alla Buca di Sant’Antonio, nel centro di Lucca, le minestre vengono servite bollenti con una spruzzata di olio extra vergine per esaltarne l’aroma, in un’atmosfera rustica e gradevole.
Piatti tipici si trovano anche all’Antico Caffè alle Mura, nato nel 1870 come luogo di ristoro e trasformato oggi in uno dei locali più eleganti della città, con una sala accogliente e una parte dei tavoli all’aperto proprio sui bastioni. Un altro buon indirizzo è l’enoteca Vanni: tra muri di pietra e soffitti a volta si possono gustare e acquistare i vini della Lucchesia, oltre alle migliori etichette nazionali e a una selezione di grappe. Chiedendo al proprietario inoltre, si può visitare la spettacolare cantina del 200 d.C. in cui sono conservate più di 50 mila bottiglie. Per la notte invece, si può scegliere tra il Piccolo Hotel Puccini, minuscolo albergo a pochi passi dalla casa natale del compositore, dalle cui camere si ammira di scorcio la facciata della chiesa di San Michele, oppure, fuori città, la Locanda dell’Elisa. L’edificio era la residenza di un funzionario napoleonico al servizio di Paolina Bonaparte: l’atmosfera che vi si respira è quella di una casa privata con camini e arredi d’epoca. Tutto intorno un piccolo ma rigoglioso giardino con piscina e una serra trasformata in sala da pranzo.

A spasso sul Fillungo

La domenica mattina si può fare colazione da Caniparoli, in via San Paolino, una pasticceria specializzata in dolci al cacao: si trovano Sacher in miniatura, torte duchessa, praline e cioccolatini dalle sforme più svariate. In via Galli Tassi, una traversa di via San Paolino, si trova invece Palazzo Mansi, sede del Museo Nazionale. All’interno è possibile visitare la pinacoteca, un museo del tessuto dedicato alla produzione tessile lucchese e l’appartamento della famiglia Mansi, situato al piano nobile, con il Loggiato, il Salone degli Specchi e la Sala dell’Alcova, decorata con preziose tappezzerie in seta. Da qui, ancora pochi passi e si giunge nelFillungo, il corso principale, dove si alternano palazzi nobiliari, antiche torri e i più bei negozi della città. È un susseguirsi di boutique eleganti e atelier, fra i quali spiccano ancora le insegne delle vecchie botteghe. Al numero 20, ad esempio, c’è Ciocchetti, che dalla fine dell’Ottocento tratta gioielli d’epoca e argenti antichi; sull’altro lato della strada invece si trova la gioielleria Carli, la più antica della città, risalente addirittura al 1655 (il negozio conserva ancora gli arredi settecenteschi e la cassaforte).

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